Autore: Michelle Hodkin
Pubblicazione: Settembre 2013
Saga: #2 di 3
Costo: 17,00 €
Voto:
Mara Dyer sa di aver commesso un omicidio. Jude voleva farle del male, e lei si è difesa, grazie al terribile potere che le permette di uccidere con la forza del pensiero. Ma ora Jude è tornato, e nessuno le crede anche se giura di averlo visto con i suoi occhi. Quel ragazzo dovrebbe essere morto, e Mara rischia di finire i suoi giorni nell'ospedale psichiatrico in cui è tenuta in osservazione con una diagnosi di probabile schizofrenia. L'unica possibilità di salvezza è assecondare i medici e fingere di avere avuto un'allucinazione. Così la sera è libera di tornare a casa e vedere Noah, l'unico che ancora crede in lei e cerca di aiutarla a fare luce sui misteri che circondano la sua vita, proteggendola da Jude. Ma i fatti inquietanti si moltiplicano, e Mara rischia di impazzire sul serio: qualcuno entra in camera sua la notte e la fotografa mentre dorme, e un giorno le fa trovare una bambola appartenuta alla nonna, che soffriva dei suoi stessi disturbi. Mara, esasperata, cerca di bruciarla, ma nel fuoco rinviene un talismano complementare a quello in possesso di Noah...
Noah anelava al pericolo perché per lui non esisteva pericolo; era sempre temerario perché sapeva che
nulla poteva succedergli. Però voleva che gli succedesse qualcosa. Non aveva paura di me non perché non
credeva potessi fargli del male, ma soprattutto perché, se gliene avessi fatto, sarebbe stato felice.
Noah era alla ricerca dell’oblio. E in me l’aveva trovato.
— Tu vuoi che io ti faccia male. — La mia voce era appena un sussurro.
Fece un passo verso di me. — Non puoi.
— Potrei ucciderti. — Le parole mi uscirono affilate come un coltello.
Un altro passo. I suoi occhi mi sfidarono. — Prova.
Era lì in piedi davanti a me, in smoking e con quel corpo perfetto, che mi guardava dall’alto in basso,
e il suo atteggiamento era come sempre quello di un principe arrogante.
Ma soltanto ora avevo capito che la sua corona era spezzata.
L’uno di fronte all’altra, due avversari avvolti in un’atmosfera che si era fatta elettrica. Guaritore e
distruttrice, mezzogiorno e mezzanotte. Eravamo a un punto morto. In silenzio. Nessuno di noi due si
muoveva. Mi resi conto che Noah non si sarebbe mosso.
Non sarebbe arretrato di un passo, perché non voleva vincere.
Così l’avrei perduto.
Mara Dyer sa di aver commesso un omicidio. Jude voleva farle del male, e lei si è difesa, grazie al terribile potere che le permette di uccidere con la forza del pensiero. Ma ora Jude è tornato, e nessuno le crede anche se giura di averlo visto con i suoi occhi. Quel ragazzo dovrebbe essere morto, e Mara rischia di finire i suoi giorni nell'ospedale psichiatrico in cui è tenuta in osservazione con una diagnosi di probabile schizofrenia. L'unica possibilità di salvezza è assecondare i medici e fingere di avere avuto un'allucinazione. Così la sera è libera di tornare a casa e vedere Noah, l'unico che ancora crede in lei e cerca di aiutarla a fare luce sui misteri che circondano la sua vita, proteggendola da Jude. Ma i fatti inquietanti si moltiplicano, e Mara rischia di impazzire sul serio: qualcuno entra in camera sua la notte e la fotografa mentre dorme, e un giorno le fa trovare una bambola appartenuta alla nonna, che soffriva dei suoi stessi disturbi. Mara, esasperata, cerca di bruciarla, ma nel fuoco rinviene un talismano complementare a quello in possesso di Noah...
Sì, sì, lo so, non sono stata molto presente in questo periodo, ma per vostra fortuna sfrutto il mio periodo di malattia per dedicarmi a voi!
Ed eccomi ritornare col botto, con una recensione da Trenta di Starbucks!
Oggi siam qui a parlare della mia amatissima Mara Dyer, che al di là del nome che mi è molto vicino (anche se il suo abbiamo già chiarito che è falso, non importa, lo trovo ugualmente super interessante), che in Io non sono Mara Dyer (anche se sarebbe stato molto più attinente il titolo "The evolution of Mara Dyer", o anche, "Chi è Mara Dyer?" sarebbe stato molto più adatto, visto che ce lo si chiede almeno un miliardo di volte, chi è Mara?!) mi ha letteralmente mandata in visibilio!
A cominciare dalla tagline, E' possibile salvarsi quando il tuo nemico è dentro di te?, che, benché molto Twilighteriana, fa il suo bell'effetto. Anyway, non avevo certo bisogno di sproni per leggere il secondo volume di una delle mie serie preferite, la cui trama si infittisce di paragrafo in paragrafo.
Ecco come si presenta la situazione: Mara, dopo aver rischiato di uccidere suo padre, corre alla polizia, dichiarandosi colpevole degli omicidi da lei commessi, ed è qui che rivede il suo, ehm, caro, ex fidanzato Jude, che precedentemente lei dovrebbe aver ammazzato. Tutto sommato, il minimo che poteva fare era dare fuori di matto, eppure è rimasta abbastanza... Ragionevole, mettiamola così.
Non si può certo dire lo stesso della sua famiglia, a cominciare da questa presunta madre psicologa, anche se mi chiedo chi diavolo darebbe mai la laurea in psicologia ad una persona così; Non che il fratello maggiore, Daniel, sia messo tanto meglio. Sembrano tutti preoccupati che lei possa infrangersi come il cristallo da un momento all'altro,e quindi la migliore soluzione che sono capaci trovare è rinchiuderla in un manicomio. Ovvio. Qualunque genitore responsabile lo farebbe!
Comunque, il nostro astro luminoso rimane sempre lì, nonostante tutte. Avrete già immaginato che sto parlando di Noah, mio amore e passione, per il quale non riesco proprio a fare a meno di avere una cotta pazzesca!
Anche se devo dire che non ci troviamo di fronte al solito Noah; Quello con cui abbiamo a che fare è molto più schivo e meno accogliente, cosa che mi è notevolmente dispiaciuta. Ciò nonostnate, non grazie a Noah, scopriamo una parte inaspettata del suo passato, una parte gentile e premurosa che decisamente non ci si aspettava.
Aaaaanyway! Grazie ad una spintarella di Noah, Mara torna a casa, pur dovendo frequentare un centro diurno per pazzi. Beh, non che in questo modo Mara possa sentire molto la mancanza di Noah, visto che è continuamente lì. Ma proprio continuamente. Avrebbe potuto essere decisamente più piacevole, se non avesse avuto questa specie di involuzione,di Noah parlando. Più avanti nella storia, avremo da lui uno scorcio del suo passato decisamente inaspettato, fino a vedeere un Noah molto molto arrabbiato.
Beh, comunque, tornando a Mara, non è che a casa le cose vadano molto meglio, tra animali scomparsi e bambole inquietanti che spuntano ovunque, oltre che uno stretto controllo da parte dei genitori. Ma io dico, sarebbe materiale PERFETTO per una serie tv, perché diamine nessuno la realizza?! Sapete a quanto arriverebbero gli ascolti?!
Tra i vari effetti speciali alla Teen Wolf, abbiamo una piacevole sorpresa: il ritorno di Jamie! Si, il ragazzo del virus Ebola! Vi è mancato? Vi eravate rassegnati al perderlo per sempre? Ebbene, rieccolo, in modo sebbene molto improbabile, entrare in gioco!
Tra i nuovi insidiosi personaggi, comunque, si possono decisamente annoverare i pazzi che Mara frequenta al centro, più per obbligo che per scelta, ma sicuramente, il personaggio più insospettabile di tutti sarà quello che ci farà rimanere male.
E poi abbiamo Jude. Jude, Jude, Jude. Pazzo Jude. Creepy Jude. Decisamente, questo ragazzo sa come far impazzire le ragazze, anche se non nel modo in cui si spera, ma la cosa peggiore è che sembra essere reale.
Molte volte mi sono chiesta, nel corso del romanzo, se Mara non avesse qualche altro nemico peggiore di lui, e molte volte mi sono chiesta cosa fosse successo all'assassino di quella ragazza nel primo romanzo. Beh, puntare il dito per puntare, chi se non lui?
Tra varie apparizioni e sparizioni, comunque, abbiamo uno scorcio sul passato di qualcuno che nel primo libro io non avevo preso in particolare considerazione, ma che sembra ora rivelarsi decisamente fondamentale, ma sul cui conto non abbiamo modo di avere informazioni. Anche se penso che Mara troverà un modo...
Si attraversano talmente tanti step, in Io non sono Mara Dyer, da lasciarci disorientati, anche confusi, e io mi chiedo se basterà davvero un solo libro per sbrogliare tutti i nodi che si sono creati.
Se non si fosse capito, il mio giudizio al riguardo di Io non sono Mara Dyer è DECISAMENTE positissimo, una lettura da dieci e lode! Quello che si prospettava un banale parnormal romance si è trasformato in un thriller che toglie il sonno, la fame e non ti lascia ragionare se non su quello che accade all'interno del libro.
Nonostante il finale alla Delirium, al quale nuovamente non credo nemmeno un po'.
L'unica volta che ho visto seriamente un personaggio maschile morire in un libro è stato in Beauty, di Scott Westerfield, e sono certa che non si ripeterà nella serie di Mara Dyer.
Lo amo, decisamente lo amo, e lo straconsiglio a tutti!
Eccone qui un pezzettino:
E cominciai a capire.Noah anelava al pericolo perché per lui non esisteva pericolo; era sempre temerario perché sapeva che
nulla poteva succedergli. Però voleva che gli succedesse qualcosa. Non aveva paura di me non perché non
credeva potessi fargli del male, ma soprattutto perché, se gliene avessi fatto, sarebbe stato felice.
Noah era alla ricerca dell’oblio. E in me l’aveva trovato.
— Tu vuoi che io ti faccia male. — La mia voce era appena un sussurro.
Fece un passo verso di me. — Non puoi.
— Potrei ucciderti. — Le parole mi uscirono affilate come un coltello.
Un altro passo. I suoi occhi mi sfidarono. — Prova.
Era lì in piedi davanti a me, in smoking e con quel corpo perfetto, che mi guardava dall’alto in basso,
e il suo atteggiamento era come sempre quello di un principe arrogante.
Ma soltanto ora avevo capito che la sua corona era spezzata.
L’uno di fronte all’altra, due avversari avvolti in un’atmosfera che si era fatta elettrica. Guaritore e
distruttrice, mezzogiorno e mezzanotte. Eravamo a un punto morto. In silenzio. Nessuno di noi due si
muoveva. Mi resi conto che Noah non si sarebbe mosso.
Non sarebbe arretrato di un passo, perché non voleva vincere.
Così l’avrei perduto.
Cover Point: Tutto il mio disappunto per questa cover alla "Dove finisce il buio"! Perché rovinarci le librerie e il piacere di esporre una bellissima cover sui nostri scaffali? Eh? EH?! Infinitamente più bella la cover originale, come nel caso del primo volume.










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