Titolo: Tempest
Autore: Julie Cross
Pubblicazione: 2011
Saga: #1 di 3
Costo: 9,90 €
Manhattan, 2009. Il diciannovenne Jackson Meyer è dotato della facoltà di viaggiare nel tempo. Una mattina, due uomini fanno irruzione nella camera della sua fidanzata Holly e le sparano; Jackson assiste impotente alla scena e, in preda al panico, salta nel tempo, ma si ritrova bloccato nel 2007, senza più riuscire a tornare nel presente. Così decide di rivivere il passato per cambiarlo, in modo che Holly non sia più in pericolo. Tornando ancora più indietro negli anni, Jackson scopre importanti segreti su di sé e la sua famiglia: le persone che ritiene più vicine sono in realtà pericolosamente diverse da quello che sembrano... Ma non è tutto: Jackson effettua due viaggi in un futuro non meglio precisato, in cui una misteriosa bambina di nome Emily gli mostra una New York totalmente devastata, mentre Manhattan sembra galleggiare in una dimensione surreale e perfetta. Jackson sarà costretto a prendere decisioni sconvolgenti che potranno compromettere per sempre la sua vita e quella di chi ama profondamente...
Io lo so, lo so che sbaglio sempre su questo punto.
Io mi fido delle blogger che seguo perché abbiamo gusti simili, no?
E allora perché quando mal recensiscono qualcosa, tutte in accordo, tutte sugli stessi punti, io non dò loro retta?
Perché sono una testona, ecco perché.
Comunque, io cerco di non leggere le recensioni altrui prima di scrivere la mia per non influenzare il mio stesso giudizio; Poi, a posteriori, mi diverto a vedere le differenze di idee. Ma, ahimé, ho letto tante recensioni a proposito di Tempest molto prima che diventassi una blogger. E come mi pento di non avergli dato ragione!
Ed è questo il problema con Tempest, di Julie Cross; Poteva essere una cosa molto alla Stay, Un amore fuori dal tempo, ma no.
A parte che sembra scritto da un bambino, è davvero snervante. Non sono nemmeno arrivata alla fine.
Beh, nemmeno a metà.
E sapete perché?
Perché proprio non va. Già a pagina due sembra che ci siamo persi qualcosa. Okay, va benissimo che si cominci a, come dire, trama già inoltrata; che abbia già i suoi amici che sanno tutto di lui, la ragazza, eccetera. Mica devi scrivere lo stesso libro che hanno già scritto altri miliardi di persone. Ma, visto che noi poveri lettori sti personaggi non li conosciamo, vuoi almeno introdurceli? Dicci qualcosa più del nome e del ruolo, suvvia! Non so, mi sembra uno sgarbo da parte dell'autrice, fare in questo modo, no?
Sembra che ti dica che sei scemo perché non conosci bene i personaggi, quando invece dovresti saperne decantare ogni sfumatura del carattere e le doti. O almeno, essere in grado di figurarteli mentalmente.
Se c'è una cosa che mi snerva da morire è non sapere come immaginarmeli. Tipo Adam, il migliore amico cervellone del protagonista. Okay, è un cervellone. E poi? Occhiali? Alto, biondo, occhi azzuri, o magari piccolo, moro e amorfo? Che ne sappiamo, noi, di lui? O di qualunque altro personaggio in questo romanzo, oserei dire.
La fidanzata si offende e fa la bambina, che voglio dire, forse forse ci sta ancora se me lo poni in un altro contesto, ma se mi dici che sono all'università ci sono tre opzioni: o il livello di conoscenza dell'autrice delle persone sui venti è molto poco, o le persone che l'autrice conosce sui vent'anni sono davvero così sciocchi, o semplicemente sono dei personaggi incompleti privi di uno studio preparatorio.
Per non parlare poi delle dinamiche insensate. Assolutamente insensate. Tipo, siete in camera al dorm, vi entrano due tizi sfondando la porta, e non se ne accorge nessuno? C'è stata l'autrice in un dorm? Almeno, per quelli che ho visitato io, non c'era un momento della giornata in cui non ci fosse nessuno, ma proprio nessuno. Mai. E quindi, questi tizi entrano, praticamente sfondandovi la porta, voi gli spaccate addosso lampade e oggetti vari (con una conversazione antecedente devo dire molto rilassata, non minacce e coltelli) e poi... bum! Ho chiuso il libro, annoiata a morte. Essì, è così che finisce per me Tempest. Magari nelle pagine successive diventa più interessante, ma chi lo sa?
Forse un giorno finirò di leggerlo. Forse, sapete, "mai dire mai nella vita". Ebbene, questa è la mia (bassa) opinione al riguardo di Tempest!







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