Titolo: Scarlet
Autore: Marissa Meyer
Pubblicazione: Aprile 2013
Saga: #1 di 4 (+?)
Costo: 17,00 €
Voto:
Anno 126, Terza Era. Androidi e umani popolano le strade di Nuova Pechino, sotto lo sguardo implacabile degli abitanti della Luna. Cinder, giovane cyborg e legittima erede al trono lunare, evade dalla prigione in cui è stata rinchiusa per partire alla volta di Parigi, alla ricerca della donna che in passato l'ha nascosta dalla malvagia Regina Levana. Il suo destino si intreccia a quello di Scarlet, giovane contadina francese costretta ad abbandonare la sua fattoria per ritrovare la nonna, scomparsa senza lasciare traccia. Insieme, con l'aiuto dell'ambiguo Wolf, esperto di combattimenti clandestini, e dell'affascinante cadetto Carswell Thorne, Scarlet e Cinder scopriranno di dover combattere un nemico comune: la Regina Levana, pronta a scatenare la guerra per indurre il principe Kai a sposarla e affermare la supremazia dei Lunari sulla Terra. Vigilata da una luna ostile e minacciosa, Scarlet, moderna Cappuccetto Rosso, dovrà attraversare una città insidiosa come il profondo del bosco, e scoprire se dietro il conturbante Wolf si nasconde un alleato... o un predatore.
Ed eccoci qui, subito dopo aver terminato la lettura di Scarlet dell'autrice Marissa Meyer, secondo volume delle Cronache Lunari, una serie di libri a tema fiabesco rivisitate in un chiave ultramoderna.
Ci troviamo con una bella gatta da spennare, con un pianeta in piena crisi, governatori appena incoronati, regine aggressive e arrabbiate che danno la caccia cyborg/principesse/lunari che si davano per dispersi già da anni.
Va premesso che ho scoperto, nel corso della lettura, di non ricordarmi niente o quasi di Cinder; di solito mi infastidiscono i libri che ribadiscono i concetti e le scoperte già note nei volumi precedenti, ma ora che mi serviva questo genere di ricapitolazione in Scarlet non l'ho trovato (cosa positiva di solito, negativa nel caso). A dirla tutta, scrivo la recensione a nemmeno tre minuti dalla fine della lettura perché temo di dimenticarmi anche questo (sarà l'alzhimer, o la scarsa attenzione che questo libro riesce ad attirare?)
Già non lo aspettavo con trepidazione, il fatto di non ricordarmi niente e che non riesca a coinvolgermi più di tanto non lo portano di certo nell'olimpo della mia libreria.
Ma andiamo al dunque:
Facciamo la conoscenza di Scarlet Benoit, ragazza tutto fuoco e capelli ben rappresentata dal suo nome, e apprendiamo fin da subito che ha qualche problema con la gestione della rabbia.
L'intera romanzo si srotolerà in una narrazione in terza persona che esamina singolarmente Cinder, Scarlet e Kai, cosa che ho molto apprezzato, e ci farà fare la conoscenza anche di duo nuovi personaggi entrambi abbastanza interessanti: Il
A proposito di del Capitano, vorrei far notare un paragrafo del quale la logica può essermi sfuggita, o potrebbe essere un refuso:
Nella mansarda di Rainshadow Road c'erano pile di scatoloni, un baule di legno malconcio, qualche mobile rotto e ammuffito e decenni di cianfrusaglie abbandonate da precedenti inquilini. Per fortuna, pensò Alex, non aveva paura di insetti o roditori, perché senz'altro ce n'erano parecchi annidati in tutt quel ciarpame. La prigionia di Carswell Thorne...(continua poi con il normale e giusto prosequio della storia).
E chi sarà mai questo Alex?
Non lo sapremo certo ora, sarebbe troppo facile!
Comunque, andando avanti con ciò che c'interessa, stavo dicendo che ho particolarmente apprezzato l'introduzione di Wolf, di nome e di fatto, questo gigante dall'aria spaesata e dolce, che mi è sembrato una fusione di una serie di personaggi per arrivare ad ottenere un risultato davvero gradevole... Almeno per la maggior parte del tempo.
Nonostante scarni e brevi, ho apprezzato moltissimo (forse più di tutto il resto) gli spezzoni sull'Imperatore Kai, alle prese con gelosie, amori sbagliati e qualche guerra di mezzo.
Scarlet si può decisamente definire un romanzo on the road, con brevissime indispensabili soste in una Francia atipica.
Ci sono pochi o nulli accenni a ciò che è avvenuto alla famiglia di Cinder, ma quel poco basta e avanza per i prossimi libri.
Detto ciò, ci sarebbero tanti appunti che mi porterebbero a fare degli spoiler non indispensabili, e questo mi porta finalmente all'espressione della mia opinione:
Di per sé, le Cronache Lunari non sono una serie che mi ha preso moltissimo, nonostante io apprezzi molto lo stile della narrazione e il registro linguistico, e anche questo secondo volume si è fatto leggere velocemente e in modo scorrevole, ma non per questo coinvolgente.
Tra i vari colpi di scena e personaggi vecchi e nuovi, perché mi piacesse di più avrei dato più spazio a Kai, e magari inserito il punto di vista anche di Wolf.
Comunque, indipendentemente dal parere personale, assolutamente non è da buttar via, e non perché non è piaciuto a me non può far impazzire qualcun altro.
In conclusione, continuerò a leggere la serie sperando nel colpo di scena perfetto che mi faccia finalmente innamorare di questa serie, alla quale nel frattempo lascio tre belle nuvolette.
Estratto:
Mordendosi un labbro, si piegò in avanti. —Sono felice che tu mi abbia detto tutto.
Il corpo di lui sembrò sgonfiarsi sotto di lei. —Avrei dovuto farlo prima.
— Sì, avresti dovuto. — Lei chinò la testa, la tempia contro quella di lui. — Ma comunque non
ti odio. — Gli posò un bacio sulla guancia e losentì impietrirsi. Il suo cuore martellava sotto il suo polso mentre lei stringeva insieme le mani. Il treno comparve dietro la curva, sinuoso come un serpente.
[...]
Poi Wolf si piegò e il suo cuore sobbalzò, riportando la sua attenzione sul treno. Strinse le braccia intorno alla borsa. I suoi muscoli erano ancora rigidi, il suo cuore galoppava, e lei non poté fare a meno di paragonare quell'agitazione alla calma inquietante che aveva ostentato quando erano saltati dal finestrino dell’altro treno.
[...]
Atterrarono pesantemente sul tetto liscio come il vetro, il treno librante si inclinò a malapena per l’impatto, e Scarlet se ne rese conto immediatamente. C’era qualcosa che non andava. Wolf scivolò, le sue spalle si inclinarono pesantemente verso sinistra, il suo equilibrio venne meno sotto il peso di lei. Scarlet gridò, mentre lo slancio del salto la proiettava lontana da lui verso la massicciata. Conficcò le unghie nelle sue spalle ma la maglia le sfuggì dalle mani, e poi si sentì cadere, mentre il mondo le precipitava intorno.
Cover Point: Se dovessi dare un giudizio solo per la cover, su una scala da una a cinque nuvolette gliene darei sette. Non solo perché è effettivamente una bella cover, ma anche perché quella italiana batte di gran lunga l'originale! E sono anche felice che si sia allontanata abbastanza dallo stile di Cinder, la cui cover mi faceva sempre pensare a qualcosa di economico e molto "fai da te", nonostante riconosca che oggettivamente non lo fosse. Boh, semplicemente non mi piaceva né quella di Cinder, né l'intera veste grafica statunitense.








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