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martedì 2 luglio 2013

Recensione Enders - Lissa Price + Unhidden Stories


Titolo: Enders + Unhidden Stories
Autore: Lissa Price
Pubblicazione:  Maggio 2013 (?)
Saga: 2 di 2
Costo: 16,90 €
Voto:


Los Angeles, tra qualche anno. In una città spettrale, devastata da una terribile pandemia che ha decimato la popolazione adulta tra i venti e i sessant'anni, la vita non è facile. Non è facile per nessuno, ma soprattutto per Callie, rimasta sola con il fratellino malato, dopo la morte dei genitori. Ecco perché ha deciso di entrare in affari con la Prime Destinations, un'ambigua società che affitta il corpo degli adolescenti ad anziani desiderosi di provare emozioni ormai dimenticate. Si è così lasciata impiantare un microchip nel cervello e ha affittato il proprio corpo. Per tre volte. Ora, però, la Prime Destinations non esiste più. E Callie è libera, libera di vivere la propria vita. O almeno così crede. Ma il microchip continua a tormentarla. Presto la ragazza si rende conto che il Vecchio, l'uomo più potente della società, può ancora controllare tutti i suoi movimenti e i suoi pensieri. E può costringerla a fare qualsiasi cosa, anche a ferire le persone che più ama al mondo. Disperata, capisce di essere intrappolata in un gioco molto più grande di lei, in cui nessuno è davvero chi sembra. Disposta a tutto pur di mettere a tacere la pericolosa voce che risuona nella sua mente, Callie si rivolge quindi all'unica persona che può aiutarla: Hyden, il misterioso e affascinante figlio del Vecchio... Ma se nemmeno lui fosse chi dice di essere? Il secondo capitolo della serie iniziata con "Starters" dall'ambientazione post-apocalittica.


Trovo lecito anticiparvi che Enders è un romanzo che lascia altamente perplessi.
Eravamo rimasti, in Starters, con Callie che aveva un grosso problema di dominazione con il Vecchio, perfetto, ce lo ricordiamo tutti?
Bene.
Cosa mi sarei aspettata da Enders?
Che approfondisse i caratteri di Callie e Michael, che le situazioni si succedessero in uno scorrimento adeguato come nel primo volume della serie, che ci fossero sviluppi effettivi e colpi di scena, che Blake avesse un qualunque ruolo.
Cosa posso farmene delle mie aspettative per Enders?
Usate l'immaginazione.
Ho cominciato la lettura di Enders con trepidazione e grande aspettativa, acuita dal fatto che sapevo essere l'ultimo volume della serie.
L'ho chiusa con un una parte della faccia che mi faceva male a furia di avere una perenne espressione interrogativa. 
Non essendoci stati reali sviluppi sui personaggi, tenterò di non spoilerare la trama.
Già dalle prime pagine del romanzo viene introdotto il criptico personaggio di Hyden, un misterioso tipo che rapisce Callie (per conquistarsi la sua e salvarla, eh) e tutta la sua famiglia, dividendoli.
Da qui in poi sono diventata paranoica: Non mi fidavo più di nessuno, e più di concentrarmi sulla lettura e sull'avvicendamento degli eventi pensavo "E se tizio li tradisse? E se caio facesse questo e questo?"
Ho trovato il romanzo non di difficile lettura, ma a parte qualche evento in generale a scorrimento lento.
La differenza tra Starters ed Enders è confusionaria: Mentre Starters era l'introduzione ad una realtà nuova e giustificata, che prometteva grandi cose,  Enders è un libro scritto in fretta e controvoglia per chiudere la serie, e Breve storia di uno Starter/Ender/e fine del mondo sono la prova che l'autrice era conscia del fatto che alla storia mancasse non un pezzo, ma un volume intero (e bello lungo, aggiungerei).
La tentata riparazione ai dubbi comuni nei capitoli a parte non ha fatto una bella impressione, soprattutto col senno di poi di chi ha letto la fine della storia.
Di solito si scrivono storie a parte per spiegare magari qualcosa, o far affrontare la situazione da un punto di vista differente o dissipare delle curiosità che si erano magari protratte nel corso della saga (sono un esempio di ottima fattura le short story della Saga di Delirium), non usati a sproposito in questo modo per cercare di arrampicarsi sugli specchi, anche se ho apprezzato molto il fatto che abbiano avuto il buon gusto di smerciarli gratis.
Ho un forte dubbio su Breve storia di uno Starter: Era forse un inizio che aveva scritto e poi accantonato per decidere di regalarci poi così?
Perché se fosse così, l'autrice avrebbe fatto meglio a mantenere quella via.
La storia breve, che parla di Michael, ci dà un assaggio e ci fa assaporare qualcosa per poi farci rimanere a bocca asciutta:
Non ci saranno infatti sviluppi né nel suo carattere, né nella sua relazione con Callie, limitandosi ad essere una figura puramente scenica all'interno del romanzo. Se fossimo in un film, lui starebbe faccia al muro da solo, o al massimo passerebbe sullo sfondo con una tazza di caffé mentre i veri protagonisti parlano.
Peggior sorte è toccata a Blake e famiglia, che per quanto avevamo sospirato nel primo romanzo, abbiamo completamente dimenticato nel secondo. Davvero, se il suo nome ricorre tre volte in tutta la stesura è già un miracolo!
Prima di scrivere questa recensione sono andata anche a controllare se per caso la duologia non fosse diventata qualcosa in più, ma no, niente. Tutto qui.
Nonostante io abbia letto tutto ciò che l'autrice abbia mai pubblicato, sono interdetta;
Sorgono spontanei dei dubbi, con i quali, a dir la verità, io ci ho riempito una pagina intera con le mie domande, che condividerò solo in parte per non fare spoiler:
Cos'è successo a Lauren? Ce la siamo persa insieme e Michael e Blake?
Hyden è davvero chi dice di essere? E se sì, come fidarsi di lui?
Nonostante io trovi tutt'ora Starters un libro notevole, piacevole e creativo, per quanto mi è piaciuto lui ho odiato Enders per la sua lascivia. Stai chiudendo la storia? Fallo bene, rimandane l'uscita, sposta la data, non fare le cose in fretta. Ci sono momenti interi in cui l'autrice sembra proprio essersi dimenticata delle parti importanti all'interno della storia!
In conclusione, non è un romanzo cattivo, ma non è nemmeno lecito chiamarlo romanzo, perché questa è una bozza di quello che dovrebbe essere la fine (o quel che poco la precede).
Infatti, all'intera volume prima della pubblicazione devono aver strappato le pagine finali perché è davvero un finale inconcludente.
Per quanto riguarda Breve storia di un Ender e Breve storia di fine del mondo...
Risparmiateveli.
Non sono necessari, né dissipano dubbi alcuni;
Mentre Breve storia di un Ender un po' alla storia si potrebbe legare, in qualche modo, Breve storia di fine del mondo è davvero un volume buttato lì, per caso, a mio parere.


Mi guardai intorno, sperando di vedere un negozio di calzature sportive. Avrei dovuto incontrare
Michael e Tyler nell’area ristorazione, ma dal momento che la mia missione di dar da mangiare ai
senzatetto era stata stroncata sul nascere, ero arrivata in anticipo. A corto di panini prima ancora di
cominciare a distribuirli, avevo mancato il mio obiettivo. Michael aveva ragione, non avrei dovuto
andare da sola. Avrei dovuto far tesoro di ciò che avevo imparato vivendo per strada: mai staccare le mani dalla borsa. Tutto quel lavoro e avevo nutrito solo due Starter che erano corsi via senza neanche ringraziarmi. Rivolsi la mia attenzione al tabellone con l’elenco dei negozi al centro dell’atrio. «Calzature», dissi al microfono invisibile. Il display isolò un negozio dalla mappa e lo proiettò in aria di fronte a me. Era l’unico, quindi. Conoscendo Tyler, era di sicuro ancora lì, a provarsi ogni paio di scarpe. Dovevo andare a salvare Michael. Mi diressi da quella parte, passando davanti a una nonna Ender che passeggiava sorreggendosi al braccio di una Starter carina, probabilmente sua nipote.
Graziosa, vero?
Mi bloccai.  Era quella voce artificiale e sgradevole che mi faceva rabbrividire come il gesso sulla lavagna.  Il Vecchio.
Ciao, Callie. Ti sono mancato?
«No, nemmeno un po’. Lontano dagli occhi, lontano… dalla mente, è il caso di dirlo.»
Brava.
Ricordai che poteva vedere attraverso i miei occhi. Mi misi le mani dietro la schiena in modo che non
si accorgesse che tremavano. Ma non me la bevo. Sono sicuro che hai pensato a me ogni giorno.Ogni ora. Ogni minuto. «Tutto gira intorno a te, eh?»  Avrei tanto voluto urlare, ma le guardie avrebbero pensato che fossi impazzita. Lanciai loro un’occhiata. Mi stavano fissando perché parlavo da sola. No, avrei potuto parlare a un auricolare. Forse avevano notato il mio nervosismo. «Cosa vuoi?»
La tua totale attenzione. E tu me la darai.
Mi sentii gelare.
Torna al centro dell’atrio e dimmi cosa vedi.
«Negozi.»
Continua a guardare.
Mi voltai a sinistra. «Solo… una cioccolateria, una gioielleria, un negozio chiuso.»
Non stai guardando bene. Cos’altro?
Feci qualche passo avanti. «Clienti. Ender, alcuni con i nipoti, degli Starter…»
Sì. Starter. Continua a guardare.
Passai in rassegna la zona. Voleva che trovassi uno Starter? «Dobbiamo giocare a fuoco fuochino?»
Proprio. Solo che presto capirai che non è un gioco.
Ero proprio in mezzo all’atrio, Starter ed Ender dovevano girarmi intorno per passare. Lui voleva che ne vedessi uno in particolare, ma ce n’erano parecchi… Quale intendeva? Poi notai una ragazza con lunghi capelli rossi.
Reece.
[...]
Ma continuò a camminare. Dietro di lei c’era un Ender. Non l’avrei notato se non avesse avuto un
grosso tatuaggio argentato su un lato del collo. La testa di un animale. Non riuscivo a distinguerlo bene… Un leopardo, forse. «Era Reece, vero? Volevi che vedessi lei?»
Posso sempre contare su di te, Callie.
«Cosa le succederà?»
Reece si muoveva come se stesse cercando di seminare l’Ender col tatuaggio. Si precipitò dentro un
negozio e lui si fermò davanti alla vetrina di quello accanto e finse di esaminare le collane di perle.
Quando lei uscì, pochi istanti dopo, ricominciò a seguirla.Anch’io mi mossi, osservandoli entrambi. «È in pericolo?» chiesi al Vecchio.
Vedrai.

Cover Point: Apprezzatissimo il cambio di copertina molto più inerente alla trama, adesso ritiratevi Starters con la vecchia copertina del mercato e sostituitemelo con una con la cover che c'entri qualcosa, così non mi farete fare un effetto orrido sulla mia libreria. Ditemi voi come potrei affiancarli:



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