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lunedì 2 settembre 2013

Recensione La Probabilità Statistica dell'Amore a Prima Vista - Jennifer E. Smith


Titolo: La probabilità statistica dell'amore a prima vista
Autore: Jannifer E. Smith
Pubblicazione: Maggio 2013
Saga: Autoconclusivo
Costo: 16,90 €
Voto: 

Poteva andare in mille altri modi. Se non avesse aspettato l'ultimo momento per provarsi il vestito. Se non avesse dimenticato il libro. E se avesse corso un po' più in fretta per raggiungere il gate... Forse sarebbe arrivata in tempo. Hadley non riesce a credere di aver perso il volo che avrebbe dovuto portarla a Londra, al matrimonio di suo padre. Per soli quattro minuti! Che cosa sono quattro minuti? Il tempo di un'interruzione pubblicitaria, di una pausa tra una lezione e l'altra, della cottura di un piatto nel microonde. Eppure è bastato quel piccolo, imprevedibile ritardo per mandare tutto all'aria. E ora eccola lì, costretta ad aspettare il volo successivo, davanti a un check-in deserto, con la valigia in mano e un groppo in gola. Ma, proprio in quel momento, i suoi occhi incontrano quelli di Oliver, il ragazzo più bello che abbia mai visto. Un sorriso, qualche battuta e Hadley scopre di essere seduta accanto a lui in aereo. È timida, ma inspiegabilmente trova naturale confidarsi, come se lo conoscesse da sempre. Gli parla di suo padre, quel padre assente e distante che ora sta per sposare una donna che lei non ha mai avuto il piacere - o il dispiacere - di incontrare. Oliver, invece, è ironico e vagamente misterioso, e per qualche ora riesce a distrarla dai pensieri che le affollano la mente. E a farla innamorare. Quando l'aereo atterra, si scambiano un bacio appassionato subito prima di perdersi nella folla del ritiro bagagli.

Avete mai giocato al gioco di Rabbits? Se sì, spero allora capiate lo stato in cui ho letto il libro e ne scrivo la recensione. Versi inclusi.
Come dire? Ho, ehm, ecco... AMATO questo libro! Ah, ne sono stata estasiata!
L'ho letto in un pomeriggio di sole, su un'amaca rossa, ma mi è sembrato di vedere l'aereoporto di New York, il viaggio in aereo, la corsa Heatrow chiesa... Ho vissuto in tutto e per tutto con Hadley e Oliver la loro avventura.
Già da tempo lo avevo adocchiato, ma avevo letture più impellenti (vedesi Reached, povera sciocca me) ad attendermi, e quindi l'ho accantonato per poi ripescarlo un paio di giorni fa, finché non mi è nuovamente capitato sott'occhio e ho provato l'irresistibile impulso di leggerlo.
E come posso dire che già dalla quarta di copertina mi ha mandata in brodo di giuggiole?!
Spero di non sfiorare l'isteria, ma capitemi: In questo periodo sono particolarmente fissata con le coincidenze e con il destino, e si può dire che questo libro abbia incarnato i miei recenti interessi letterari!
La giovane Hadley Sullivan (che mi era già piaciuta per il nome così carino) arriva con ben quattro minuti di ritardo all'imbarco del volo che la porterà dalla frenetica New York alla palpitante Londra, dove si terranno le sue seconde nozze di suo padre (con tutta la sua disapprovazione) e per questo lo perde. Ma c'è da dire che quando il destino si intestardisce sa essere davvero divertente, e davvero lei non se ne può certamente lamentare.
E' infatti nell'attesa di un altro volo che fa la conoscenza di Oliver, accento inglese e studente a Yale (!), con il quale il destino appunto ha deciso di farle fare una traversata transatlantica di una notte intera.
Tra le fobie di Hadley (non quella della maionese, quella degli spazi stretti e molto in alto da terra) e i dubbi su cosa realmente studi Oliver all'università, la notte passa in una sorta di bozzolo intimo e con delle lucine da lettura a far da candele, una vecchietta che russa loro accanto a far da sottofondo insieme a delle papere parlanti e via, sboccia un'attrazione improvvisa e fortissima.
Un'attrazione che, in condizioni normali non avrebbe portato proprio da nessuna parte; Invece, i due si scambiano un momento di passione davanti agli arrivi aeroportuali, per poi perdersi di vista.
E non è mica facile non perdersi di vista a Heatrow.
A peggiorare la situazione, arriva appena in tempo in chiesa, dove conosce la sua nuova matrigna, Charlotte, e viene costretta a vedere uno scorcio della nuova vita del padre dopo l'abbandono della famiglia per la stessa; Infatti, il padre era partito per un breve soggiorno lavorativo a Oxford più di due anni prima, senza mai farne ritorno. Chissà perché.
Non si può dire che suo padre non sia un uomo fortunato ad avere un'ex moglie e una figlia abbastanza comprensive e mature da lasciarlo comunque entrare nella loro vita. Lui non mi è piaciuto affatto, come personaggio, tutto preso dalla sua nuova vita in assenza della figlia. Non importano i discorsi e i perché, semplicemente, ha tradito le persone che gli volevano bene, e farebbe bene ad esultare del fatto che ancora lo accettano come figura genitoriale.
Come ogni figlia di genitori divorziati, immagino sia normale per Hadley non approvare quasi niente e impuntarsi su quasi tutto ciò che riguarda la nuova realtà in cui vive il padre, dalla quale si sente inevitabilmente tagliata fuori.
Ma, ancora, il destino dà una spinta alla nostra Hadley, un indizio, per quanto vago, su come trovare Oliver, e lei non può fare a meno che seguire la scia degli eventi. 
Comincia dunque una corsa -più una maratona, che una corsa- in abito da damigella per tutta Londra, che porterà ad un risvolto inatteso.
Mi dispiace che non sia una lettura prolungata, mi sarebbe piaciuto vedere qualche scorcio in più del carattere di Oliver e della sua famiglia, della sua storia; Sapete, viene spontaneo chiedersi, dopo tante ore in aereoporto, perché non tutti incontrano un ragazzo così adorabile sulla propria strada. Solo a me toccano i vecchietti con la bronchite al sedile accanto?
Posso ripetere che l'ho amato? Posso? Posso? Non importa, ormai l'ho fatto!
L'ho letto tutto d'un fiato, e ho amato il fatto che si svolgesse in 24 ore giuste giuste, e ho amato scoprire il perché del titolo, e ho amato ancora di più la coraggiosissima Hadley!
Forse si intuisce che il libro potrebbe essermi piaciuto? Un pochino, eh!
Ne consiglio assolutamente la lettura, nonostante breve, ma coinvolgente e rilassante, l'ideale tra una lettura difficile a un'altra! Meraviglioso, brava Jennifer E. Smith, della quale leggerò al più presto altro! Vai così!

Estratto:
Sono così vicini che Hadley avverte l'odore del tessuto della camicia e una lieve traccia di whisky nel suo alito; [...] Di nuovo, prova l'impulso di prenderlo per mano.
Alza gli occhi e incrocia il suo sguardo. Ha la stessa espressione di quando lei si è svegliata con la testa abbandonata sulla sua spalla. Restano immobili a guardarsi in silenzio nella penombra, cullati dal ronzi dei motori. Per un attimo Hadley ha l'impressione -improbabile, impossibile- che lui stia per baciarla e si avvicina impercettibilmente, con il cuore in gola. Quando la mano di Oliver sfiora la sua, una scarica elettrica le corre lungo la schiena. Con sua grande sorpresa, invece di ritrarsi Oliver fa scivolare la sua mano nella sua, come per trattenerla, prima di avvicinarla con delicatezza al suo fianco. 
E' come se fossero completamente soli, come se non esistesse equipaggio, né pilota, né passeggeri appisolati intorno a loro. Hadley fa un respiro profondo e alza il mento per guardare Oliver negli occhi. Ma in quell'istante la porta di uno dei bagni si apre, inondandoli di una luce brutale. Ne esce un bimbetto con una scia di carta igienica attaccata sotto le scarpe rosse. E la magia svanisce di colpo.


Cover Point: Di questo libro ho amato tutto ma proprio tutto, incluse le varie cover, tutte molto carine! Eccole qui una insieme (disposte da quelle che mi sono piaciute di più a quelle che mi sono piaciute di meno):
  



  





Un sacco di edizioni, eh?
Qual'è la vostra preferita?




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