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martedì 10 settembre 2013

Recensione Il confine di un attimo - J.A. Redmerski



Titolo: Il confine di un attimo
Autore: J.A. Redmerski
Pubblicazione: 2013
Saga: #1 di 2
Costo:  14,90 €
Voto:
Camryn Bennett, vent'anni, non è certo il tipo da restare ingabbiata in una vita ripetitiva sempre uguale a se stessa. Ma da quando il suo ragazzo è morto in un terribile incidente, niente sembra più importarle davvero... Dopo che anche la sua migliore amica le volta le spalle, Camryn salta su un autobus, con solo un telefono cellulare e una piccola borsa, decisa a fuggire da tutti coloro che la vogliono incasellare in una vita che non le appartiene. Nel viaggio incontra un ragazzo di nome Andrew Parrish, un tipo non molto diverso da lei, da cui si sente irresistibilmente attratta. Andrew vive la vita come se non ci fosse domani: la provoca, la diverte, la protegge, la seduce, le insegna ad assaporare ogni singolo momento e ad ascoltare le sue emozioni più profonde, i suoi desideri più veri e inconfessati. Ben presto diventa il centro della sua vita. Ma Camryn ha giurato di non lasciarsi andare mai più, di non innamorarsi mai più... E il segreto che Andrew nasconde li spingerà irrimediabilmente insieme o li distruggerà per sempre?

Era da tempo che ero alla ricerca di un libro un po' on the road, qualcosa che mi facesse sognare o che mi desse qualche spunto per un futuro viaggio, ma sempre sull'onda del romance.
Ho cominciato a leggere "Il confine di un attimo" quasi per dovere, vista l'incredibile pubblicizzazione e le incredibili recensioni lette al riguardo. Scettica, ci ho provato.
E sapete cosa?
Avevo ragione: Il confine di un attimo non è il libro che fa per me. Assolutamente.
Seguendo più d'una blogger che ne ha parlato bene, mi son detta "suvvia, quante volte non hai condiviso i loro pareri?" Beh, con questo libro la breve lista si è allungata.
La storia ruota principalmente intorno alla nostra Miss Io-Sono-Un-Gradino-Più-Su Camryn, che si sente destinata a qualcosa di più grande e probabilmente meglio di quello che la sua vita è attualmente: Vuota, dopo la morte del suo fidanzato (fidanzato per tre mesi. Alle superiori) Ian, che sembra non essere riuscita a superare, nonostante dopo la dipartita di Ian sia stata con un altro (che l'ha tradita).
Si ritrova dunque con una madre con la testa un po' tra le nuvole e una migliore amica un po' facile, Natalie, nonostante sia fidanzata da molto tempo con Damon, amico anche di Cam. E fin qui, niente di strano. Finché, inaspettatamente, succede una cosa comunissima che sembra sempre ribaltare il microcosmo dell persone a cui succede: Damon, un nome e una promessa di guai, dichiara tutto il suo amore a Cam. Lei corre a dirlo a Natalie, e la sua migliore amica da sempre cosa fa? Non le crede. Ovvio.
E c'è da dire che Cam ha una reazione davvero matura, prendendo il primo autobus per una meta a caso, senza dirlo a nessuno. Sei la personificazione dei sogni di Pedobear, Cam, brava!
Non ho idea di quante volte ho pensato di chiudere il libro già in questo punto; La saccenza di questa ragazza, anche nelle cose più sciocche, mi ha veramente infastidita. Oltre alla banalità dei suoi pensieri. Fino al suo incontro con Andrew, ho seriamente rischiato di addormentarmi.
Grazie al cielo, è arrivato il nostro cavalier servente a salvare il libro e me dallo stato catatonico: In viaggio per tristi ragioni famigliari, e per scelta su un autobus, il nostro ex modello dalla forte cultura rock, cerca immediatamente e in modo protettivo di approcciare con la nostra protagonista, senza molto successo per buona parte del viaggio, ma si sa, chi la dura la vince, e lui riesce a fare amicizia con lei.
E fin qui, potreste dire voi, niente di particolarmente interessante; Ma poi accade qualcosa che potrebbe accadere giusto in un libro: Lui la salva, corrono verso la ragione per cui Andrew è in città, e poi decidono di mettersi in macchina (sottolineo il fatto che a malapena si conoscessero) per un viaggio senza meta alcuna. Dove, a farle davvero, magari si vivono delle emozioni incredibili, ma a leggerlo non coinvolge granché.
L'unica parte del loro viaggio che un po' mi ha spronato è stata la loro fermata prolungata a New Orleans, dove ho deciso che devo assolutamente andare (eh, almeno in questo sono stata accontentata!).
Cosa ne penso dunque di Il confine di un attimo?
Che è nato come poco più di una fanfiction originale, e come tale muore.
Un finale banalissimo che avevo predetto già a pagina cento, unito a una lettura abbastanza lunga e ad un personaggio femminile che avrei strozzato con le sue treccine da Pippi Calzelunghe, il cui linguaggio volgare e inappropriato mi ha dato una certa noia.
Non capisco tutta questa passione per questo libro, davvero; Non ci ho visto né la parte sensuale, né quella emotiva. Mi ha solo stancato, ma non mi andava di allungare la mia già interminabile lista di "Caduti dalle Nubi", e anche in mancanza di qualcosa di meglio da fare, vista la mia settimana da eremita durante il quale ne ho affrontato la lettura, mi sono costretta a continuare. In altre situazioni, questo non sarebbe avvenuto.
Non consiglio affatto Il confine di un attimo, né penso (ma, sapete, mai dire mai) di leggere il suo ancor più banale seguito, in uscita l'anno prossimo in Italia.

Segue un estratto:


«Ti capita mai di piangere?» gli chiedo a bruciapelo. «Per altre cose, intendo…Hai mai pianto in vita tua?»
Andrew fa un gesto di sufficienza. «Ma certo. Tutti piangono, anche i tizi grandi e grossi come me.»
«D’accordo, allora raccontami di una volta in cui hai pianto.»
Ci mette un attimo a rispondere. «Un… un film mi ha fatto piangere, una volta.» 
All’improvviso sembra imbarazzato ecredo che si stia pentendo di avermelo confessato.
«Quale film?»
Non riesce a guardarmi negli occhi. L’atmosfera tra noi si stempera, nonostante l’argomento che stiamo
affrontando.
«Che importanza ha?» risponde lui.
Gli sorrido anch’io e mi avvicino. 
«Su, forza, dimmelo e basta. Cos’è, pensi che ti prenderei in giro dicendoti che sei una femminuccia?»
Lui si lascia sfuggire un sorrisetto che addolcisce la sua espressione tesa e impacciata.
«Le pagine della nostra vita» dice, a voce così bassa che non sono sicura di aver capito bene.
«Hai detto Le pagine della nostra vita?»
«Ebbene sì, lo ammetto: ho pianto guardando Le pagine della nostra vita, okay?»
Mi volta la schiena e devo dare fondo a tutto il mio autocontrollo per non scoppiare a ridere.
Non trovo affatto buffo che abbia pianto guardando quel film; la cosa buffa è la sua aria umiliata nell’ammetterlo. E poi rido. Non posso farci niente, la risata mi sfugge e non riesco a trattenerla.
Andrew strabuzza gli occhi e mi guarda di traverso. Poi mi coglie alla sprovvista:
mi afferra, mi carica su una spalla e mi porta fuori dall’ospedale.
Rido così forte che mi vengono le lacrime agli occhi. Lacrime di puro divertimento, completamente diverse da quelle che ho smesso di versare dopo la morte di Ian.
«Mettimi giù!» grido battendogli i pugni sulla schiena.
«Avevi detto che non avresti riso!»
Le sue parole mi fanno sbellicare ancora di più. Rido a crepapelle e mi lascio scappare strani suoni che non avrei mai creduto di poter emettere.
«Per favore Andrew! Mettimi giù!» 
Gliconficco le unghie nella schiena.


Cover Point: Di questo libro, persino la cover non mi è piaciuta, ma non so decidere se sia peggio quella originale o quella italiana. C'è da dire che siamo stati gli unici a cambiarla, che nelle altre edizioni hanno mantenuto la stessa, e forse questo merita una nota in più di merito. Ma comunque, sono entrambe... Boh, ai miei occhi, insignificanti.




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