Titolo: Chaos
Autore: Lauren Oliver
Pubblicazione: Maggio 2013
Saga: #2 di 3
Costo: 17,00 €
Voto:
Nel mondo di Lena l'amore è bollato come delirium, una terribile malattia che va estirpata da ogni ragazzo. Lena non vede l'ora di ricevere la cura, perché ha paura di innamorarsi, ma proprio il giorno dell'esame conosce Alex, un ragazzo bellissimo e ribelle. L'amore tra Lena e Alex cresce ogni giorno di più, fino a che i due innamorati non decidono di scappare nelle Terre Selvagge. Ma purtroppo i piani non vanno come previsto... Lena si ritrova sola, senza Alex, che è rimasto dall'altra parte della rete, e senza la vita che conosceva. Vuole dimenticare quello che è successo, perché ricordare fa troppo male. Adesso è il tempo di farsi nuovi amici ed è il tempo di unirsi alla ribellione: contro chi vuole estirpare la possibilità di amare dal cuore di tutti gli uomini e contro chi le ha portato via Alex...
Il mio primo pensiero e la mia prima nota su Chaos sono stati "Che quarta di copertina schifosa!". Ed è davvero pessima, effettivamente.
Fortunatamente, il resto del libro non è assolutamente così! Anzi, il libro prende non immediatamente ma quasi, trascinandoti giù tra le sue pagine e facendoti perdere tra esse.
Si presenta ora questa nuova associazione, l'ALD, da me reinterpretata come "Ammattiti Laconici Deliranti", e non per il Delirium. Non so se seguite la serie di True Blood, ma il movimento America Libera dal Delirium mi ha ricordato tantissimo le idee della Compagnia del Sole.
Chaos è un libro ricco di suspense, ansia e momenti in cui ci si mangia (letteralmente o meno) le mani.
E' un romanzo di transizione, destinato a trasportarci nel ben più astruso (e spiacevole) Requiem, che ho cominciato a leggere e abbandonato in attesa dell'uscita italiana.
Mi ha piuttosto infastidito il fatto che si alternasse continuamente il passato con il presente, in un'altalena talvolta stancante. Il passato, in particolare, era quello che mi piaceva meno, e nonostante ricopra una buona fetta del romanzo ha lasciato diverse lacune.
Oltre a questo, ci troviamo con una Lena molto diversa da quella che abbiamo lasciato; La presunta -e dico presunta perché sono sicura che nessuno dei lettori ci abbia creduto, che Alex è morto. Io non l'ho pensato nemmeno per un istante.- morte di Alex ha indurito notevolmente la nostra dolce signorina, che è ora diventata una vera Kick Ass, probabile erede del ruolo di comando di una delle nuove protagoniste della storia: Raven, alla quale è stata dedicata anche una short story.
Standomi Raven infinitamente sulle scatole per essere gentili, ho saltato senza batter ciglio la sua short. Nessuna pietà, per te.
La Leader del campo-Invalidi dove si è ritrovata Lena sembra essere una persona spietata e pronta a tutto pur di raggiungere i suoi obbiettivi, che poi sarebbero molto utopistici e quasi tutti inerenti alla Rivoluzione che vorrebbero attuare, e capirete che una persona che non si fermerebbe davanti a niente, ma proprio niente, forse ha un nonsoché di poco amichevole. Ci sarà un momento, nel corso di Chaos, in cui vi ricederete; Mi aveva quasi, e ribadisco il quasi, convinta. Ma poi sono velocemente ritornata sui miei passi.
Ci sono personaggi che ti stanno antipatici a pelle, come le persone, e non ci puoi fare niente. Semplicemente, li odierai per sempre e ci si dovrebbero rassegnare.
Mi chiedo, e le mie sono tutte supposizioni, visto che non ho letto la short su di lei e non sono sicura, cosa ci trovi in lei Tack, quello che potremmo definire l'uomo alfa del gruppo: Scuro di pelle, capelli e modi, ma sotto sotto dolce di cuore. Uno di quei padri che ti accarezza mentre dormi. E lui sì, mi è stato simpatico, nonostante la sua pseudo relazione con Raven.
Comunque, torniamo a noi e non lasciamoci trasportare troppo dalle mie disquisizioni a proposito dei brutti accoppiamenti di questo romanzo: Mentre nel passato ripercorriamo l'ardua via che ha portato Lena a diventare una vera e propria "Invalida" e alle durissime scelte che questo comporta, oltre alle persone che ci si lascia indietro, nel presente la vediamo alle prese con una posizione un po' statica di prigionia insieme ad un altro nuovo interessante *si arriccia i baffi immaginari* personaggio: Julian Fineman, Mr Maschera di Ghiaccio, nonché super-star della nuova New York, in quanto figlio del principale esponente dell'ADL; E' proprio in occasione di una maxi manifestazione che vengono infatti incastrati lui e Lena. Julian è un personaggio carino, come un cucciolo, ma poco interessante e profondo, che spero abbia dei risvolti migliori (ma non ci confido) in seguito di quanto non abbia avuto modo di avere in Chaos.
Julian, da grande oratore anti-Delirium sul palco (o podio?) si trasforma in un silenzioso sognatore di spazi aperti, lontani, dove il Delirium non è una malattia ma un sentimento degno di nota, comune e unico allo stesso tempo per tutti.
E indovinate un po' con chi si trova incastrato sottoterra senza sapere perché il nostro amico? Ci siete? Indovinato? Si, ecco, Lena.
Prevedibilino, lo so.
I due iniziano un rapporto un po' burrascoso, e lui mi ricorda davvero tanto e in tante cose un ragazzino molto più giovane di quanto non sia realmente., e Lena sembra una specie di gatto con il pelo dritto che non si fida di nessuno. E fa bene, mi vien da dire col senno di poi.
Lascio a voi immaginare come delle persone -degli adolescenti in piena crisi ormonale!- che non sono mai stata in compagnia dell'altro sesso si possano sentire chiusi in una piccola cella da soli per giorni e giorni e giorni. Non ci vuole molta fantasia.
Diciamo che, da questo punto in poi della storia, la trama diventa un tantino complicata e spinosa, con importanti colpi di scena che porteranno poi al maxi presunto finale bomba (che avevo previsto già dalla fine di Delirium: Dovrei forse far scrivere ad Elizabeth Chandler un capitolo tutto mio della sua saga Dark Sekrets?) che non mi ha impressionata granché, soprattutto perché avendo cominciato a leggere il seguito sono notevolmente contrariata dal davvero molto meno avvincente Requiem.
Detto ciò, posso concludere che Chaos è stato, per me, più avvincente di Delirium, man non confido affatto nel capitolo finale della storia, visto che già ne immagino la fine. Un bel libro, ma che ti lascia in sospeso e, tutto sommato, privo di grandissimi avvenimenti e senza grandi evoluzioni da parte dei protagonisti, o quantomeno, niente di interessante. Spero davvero che Raven non sia così presente. Sicuramente, se in Delirium abbiamo avuto la sicurezza dei personaggi che giravano intorno alla nostra Lena, in Chaos è un susseguirsi di vai e vieni, di personaggi che hanno avuto il ruolo delle comete; alcuni avrei preferito approfondirli, vedere più di loro, ma mi rendo conto che non si può avere tutto dalla vita, e che comunque Chaos è un libro di notevole durata, quindi ritengo corretto non chiedere troppo alla Oliver, che ha comunque trovato il modo giusto di farmi battere il cuore sotto questo duro strato di critiche; Non ero molto ansiosa di leggerlo, ma devo dire che una volta iniziato non ho più potuto fermarmi!
Una nota particolarmente negativa è stato il linguaggio: Nonostante io nella lingua parlata sia una persona davvero molto scurrile, le imprecazioni o le parole un po' meno adatte in questo libro mi hanno infastidito, ed erano, più d'una volta, usate a sproposito. Trovo che in questo senso dovrebbe essere data un po' più di libertà ai traduttori, perché decisamente il modo in cui le "parolacce" possono essere state incorporate nel testo in inglese non è appropriato in italiano.
In conclusione, consiglio Chaos, che è stato un libro avvincente e abbastanza interessante, ma personalmente, ho qualche dubbio su se leggere Requiem o meno.
Estratto:
Strisciando,
con lo stomaco accartocciato nella polvere,
la bocca satura del sapore di fumo.
Unghia dopo unghia, come un lombrico.
È così che viene al mondo, la nuova Lena.
Quando non riesco più ad andare
avanti, neanche di un centimetro,
appoggio la testa a terra e aspetto di morire.
Sono troppo esausta per avere paura.
Sopra di me e tutto intorno a me c’è l’oscurità e i
rumori della foresta sono una sinfonia che
mi culla fuori dal mondo. Sono già al mio
funerale.
Cover Point: Le cover di tutta la serie di Delirium onestamente non mi fanno impazzire, né quella vecchia né le nuova; Le trovo tutte banali, e la modella usata ha delle brutte sopracciglia e un'espressione poco piacevole; E' quasi brutta. Credo che sarebbe stata più appropriata una serie di cover senza persone, completamente digitale, ma questa è la mia umile opinione e deformazione professionale, immagino che a molti lettori siano piaciute.
E voi, miei cari? Cosa ne pensate?






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